IL TAMBURINO ISLAMICO
Basta guardarsi intorno per capire che viviamo in tanti mondi separati, distanti e ostili fra loro. Ci accomuna la violenza, la cattiveria, il gesto ostile. A Roma, nel centro del centro della capitale una ragazza è stata infilzata con un'ombrellata in un occhio. E' morta dopo ore di agonia. E' una storia terribile, di quelle che dovrebbero far ripensare al sindaco Veltroni quanto il suo sentirsi sicuro sotto il Cupolone sia ottimista, senza fondamenta. In un altro mondo lontano da qui, ma sotto lo stesso cielo, la tv araba trasmette l'esecuzione di un afgano accusato di spionaggio. Il suo boia ha dodici anni . Con quel gesto ha cancellato la vita di un uomo e la sua infanzia. Nelle zone tribali di Kabul i talebani danno la caccia ai maestri e ai barbieri. Ma chi deve temere di più per la propria vita sono i suonatori di tamburo. La loro musica tradizionale viene giudicata impura. Uno di questi "dohl"è stato lapidato e finito a colpi di baionetta sotto lo sguardo atterrito di suo figlio. Qualche sera fa, in un altro piccolo mondo paesano, un rom ubriaco, alla guida di un pulmino , ha ucciso quattro ragazzini che avevano avuto la pessima idea di andare in gelateria nel paese vicino. Rignano Flaminio, un grappolo di case non è lontano, in Virginia, ma a pochi chilometri da Roma. Eppure i suoi ragazzi, anzi, i suoi bambini hanno incontrato orchi e orrore proprio come le vittime di Cho. Sono sfuggiti alle pistole, ma hanno l'anima ferita, forse per sempre, dalle manie di alcuni pedofili. Nodi di un destino cattivo ,simile nella crudeltà, lega tutte le vittime e i loro piccoli mondi vicini e lontani. La cronaca cerca giustificazioni che non ci sono, la ragione non ci aiuta a capire. E la paura viene considerata talmente secondaria da bollarla come " percezione".
GROSSO GUAIO A COGNE
Un’accusa lunga e certa nella sua crudeltà. Ma anche affettuosa, con quel rimproverare certi comportamenti di mamma e papà Franzoni da parte degli accusatori. Poche lacrime, dicono, e quelle poche, da Madonna pellegrina da una televisione all’altra. Poco dolore manifestato e tante vie di fuga che hanno reso questo processo una fiction. E l’invito finale, più che a una confessione di un delitto atroce, la morte del piccolo Samuele, ma un buffetto garbato. E il giudizio finale:” E’ una bambina che ha commesso un grosso guaio e negare è il solo modo per uscirne”. Ora tocca ai giudici salvare condannare mamma Franzoni che forse ha commesso il più ingiustificabile dei delitti, o forse no. Noi si vive di abitudini, purtroppo. Ci sta venendo l’ansia intorno al letto del piccolo Samuele. Sarà stato ucciso, “punito” come dice l’accusa con un sabot o con un mestolo di rame? E l’assassino aveva o no indosso il pigiama macchiato del suo sangue? Forse non lo sapremo mai da quella mamma troppo nervosa e bambina grande più protetta dalla famiglia di Samuele bambino. Stanno studiando le carte per confermare la sentenza a trent’anni o per cercare l’ennesima via di fuga dalla villetta dell’orrore lasciando il delitto senza colpevoli? Samuele non c’è più, questa è l’unica verità ed è la prima volta che il pianto di un bambino “punito” dalla madre o da chissà chi rimarrà senza una angelo custode.
SPORCHI E’ BELLO
In Inghilterra gli scienziati hanno fatto una scoperta clamorosa: chi si lava poco vive di più e meglio. La rivelazione ha del clamoroso, soprattutto perché mette in dubbio regole igieniche che ci sembravano indispensabili per sopravvivere. Convinti fino a ieri che la doccia cancellasse non soltanto la polvere e gli acari, ma liberasse la mente dai cattivi pensieri rendendoci più felici e rilassati, ora vediamo sconvolte le nostre convinzioni. Una ricerca fatta per ora sui topi di fogna, ha messo in luce una molecola che, oltre a darci una salute di ferro, combatte meglio di tanti antidepressivi quella malinconia da infelicità difficile da curare. Sembra, proprio che, per la scarsità di igiene, i nostri antenati vivessero più sporchi e più felici , che la nostra via per l’infelicità quotidiana passi proprio per la via del sapone. E le nostre mamme che insistevano: te le sei lavate le mani prima di venire a tavola? E i denti, quanto li hai spazzolati? Momento magico, molti ne approfitteranno. Mentre aspettano di vedere se gli esperimenti sui topo potranno funzionare con la stessa efficacia sugli uomini, gli scienziati inglesi hanno sospeso lo studio per inventare il bidet.