DEI DELITTI E DELLE PENE
Appalti truccati a Tokyo e il ministro corrotto Matsuoka si impicca con il guinzaglio del suo cane. A Londra Paul Wolfowitz, presidente della banca Mondiale si è dimesso perché accusato di aver favorito la promozione della fidanzata Shaha Riza. A Milano, l’ufficio metrico scopre una truffa ai danni dei consumatori italiani di gas su tutto il territorio nazionale.Misuratori manomessi, sigilli inesistenti, consumatori danneggiati, le tariffe venivano aumentate e le bollette gonfiate. L’amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni, dice “ Sono sereno”.
FATTORE C
Risolto il giallo della malattia del Premier libico Gheddafi. La sera riceve una telefonata di Prodi e la mattina dopo "E' in coma", battono le agenzie di mezzo mondo. Poi il rais telefona a Prodi e resuscita. In Sicilia, Leoluca Orlando ha sperato fino all'ultimo voto di essere chiamato da Romano.
L’ARCOBALENO
Roma raccontata nei suoi colori, nelle sfumature, nelle emozioni in 40 racconti .Questa l’iniziativa, ma parliamo di colori .C’era una volta la“ balena bianca”che non era Moby Dick, ma la vecchia Dc.C’erano i “colletti bianchi”antagonisti nelle stesse fabbriche degli operai in tuta “blu”che era il segno della fatica prima di essere un ritornello “nel blu dipinto di blu” e lo sfondo per il trono politico di Berlusconi. Di chi sapeva far fiorire le ginestre sul terrazzo si diceva che avesse il”pollice verde”, ora al suo posto c’è la “speranza che è verde”e il “verde lega”, quello che porta Bossi nel taschino e Calderoli al collo. C’era la “camicia nera” che era un brutto segno per chi portava solo la canottiera. Ora non la porta più nemmeno Fini, ma fa “figo” se è firmata Dolce e Gabbana. C’era molto “rosso”: la “bandiera rossa” che sopravvive nella nostalgia dei compagni, nonostante come simbolo se lo siano divisi gli eredi, un pezzi per uno. All’ultimo comunista, Armando Cossutta è andato il pezzo con la falce. Il martello è rimasto nel pugno di Rutelli, al posto della rosa sfiorita come le promesse di Prodi. Ci sono ancora le “brigate rosse”, ma per ora delirano soltanto nei volantini. Dovrebbero esserci anche le“quote rosa”, un tot di signore per un tot di signori. La Rosy Bindi è rimasta nel mezzo, assieme a Luxuria. C’era la “bandiera gialla”, l’inno dei ragazzi degli anni Settanta, ormai nonni della generazione del t.v.b. sul telefonino. C’era il “grigio” delle giornate di pioggia e della borghesia pigra e infingarda. C’era il “nero della pece” e delle sfighe apocalittiche: guerra, epidemie, morte. E spero ci sia ancora il” bianco empireo”, il paese dei balocchi per le anime belle. Il “viola “ è stato abolito, porterebbe male: anche se il mio fiore preferito resta la violetta. Qualcuno ha riunito tanti colori in un “arcobaleno”, buono come bandiera dei gay e come emblema del pacifismo. Fabio Mussi, in questi giorni, tanto per dare un dispiacere agli ex compagni del Partito Democratico , vuole creare un nuovo partito. Non si sa molto dell’idea, né chi ci sarà, né quale sarà il programma politico. Ma si conosce il nome: “Cosa rossa”, sicuro il colore. Incerta la “cosa”.