IL NOME DELLA COSA
Quel diavolaccio di Roberto D’Agostino ha pubblicato sul suo Dagospia la foto di Paris Hilton senza mutande. Normale, direte. E giù a immaginare il famoso triangolo delle Bermuda tutto riccioli neri, biondi, rossi. Per i maschi più immaginifici c’era persino da ipotizzare il profumo di fiori di lavanda, l’idea di una colorata orchidea, la similitudine con un’ostrica fornita di meravigliosa perla. Invece, andiamo a vedere cosa c’è la sotto, intendiamo sotto quel vestitino tirato su mentre Paris scende dall’auto e si svela. Nel “sotto” dell’ ereditiera un po’ tonta, non c’è niente. O meglio, c’è una spianata deserta come il palmo della mano, disboscata e nuda, niente meraviglie di cespugli o boccoli. E al centro, una fessurina rigida e tirata come una bocca prima del silicone, paonazza e indifesa, senza sponde. Cosa penseranno gli uomini di questa immagine? Rimarranno delusi o la calvizie attira, specie quando è frutto dela lavoro di un’estetista? E’ cambiato davvero l’immaginario maschile, si è già adattato ai doveri di chi segue il look ? Per decenni è sopravvissuto, e sopravvive ancora, il mistero sporcaccione dell’accavallamento di gambe di Sharon Stone in Basic Instint, anche lei senza mutande. Dopo aver visto Paris, chissà se anche Sharon, là sotto custodiva una rosa o una “cosa”.
Dopo che Guido Bertolaso è stato minacciato, dopo avergli impedito di scendere dalla macchina per incontrare gli amministratori locali, dopo che hanno festeggiato come una partita del derby il problema dei rifiuti rimasto senza soluzione, la domanda che si pongono tutti è se la spazzatura è di destra o di sinistra. Questa folla dei “no” a tutto sono modelli non di contestazione, ma di igiene mentale. Il resto, con la folla che fa con le dita il “V” di vittoria, è farsa.