La fiamma è bella: credo che lo dicesse D'Annunzio, piromane ma solo dei sensi. Ora invece c'è chi gira con i cerini in mano per provare l'emozione di veder bruciare un bosco. Allora, diamo altre emozioni a questi signori così bisognosi di adrenalina. Li stendiamo su una panchetta e a suon di nerbate gli togliamo la pelle e la voglia di emozionarsi troppo. Ancora un bosco che brucia, ancora ubriachi che fanno stragi per le strade, ancora visite sgradite in case dove ormai c'è poco da rubare e certi sistemi "barbari" applicati in quei paesi ostili ai nostri liberissimi costumi, saranno visti come l'unica risposta a un popolo di stronzi incoscienti. Oddio, mi sono soltanto rotta le palle per le troppe cattive notizie o vado verso la conversione?
Aveva ragione Pasqualino Fortunato: " L'uomo moderno non tornerà mai a vivere in campagna. Troppo silenzio e troppo buio". Ma, soprattutto, troppi topi, troppi fruscii, troppi scorpioni e un serpente giallognolo che circolava ogni giorno sotto le finestre dela mia casa in campagna. Un anno fa mi sono arresa e la casetta dei nonni è rimasta vuota e abbandonata. Ogni tanto ero tentata di rimetterci piede, così familiare, così fresca, ma la sola idea di quell'ospite in giardino che strisciava indolente mi aveva poi dissuaso. Ieri, la notizia: un serpente era stato visto circolare per una strada di Roma, a dieci passi da casa mia. Qualche volenteroso aveva avvertito i vigili e il serpone era stato catturato. Mi è rimasto un dubbio: magari, non vedendomi per un anno, gli era venuta nostalgia di me e mi era venuto a cercare. Chissà.