venerdì, 21 settembre 2007

TORNANO NANI E TOBIA

Nani e Tobia tornano a casa, come il mitico Lassie. Anche loro sono stati in vacanza, ma senza di me. Andavo troppo lontano e non potevo portarli. Mi sono mancati anche se sapevo che erano al sicuro e accuditi da persone fidate. L'assenza mi ha fatto star male, non sentirli zampettare dietro di me, non vedermeli intorno continuamente, Tobia il meticcio, un incrocio  fra la pecora e lo spinone, raccolto in fin di vita per strada tre anni fa, sfinito dalla fame e dalla rogna, e Nani, un bassotto arrivato in Italia insieme a tutti quei cuccioli che criminali dell'Est europa vendono con finti certificati e senza vacinazione. Guarito dal cimurro, Nani è oggi un  meraviglioso bassotto   "maniaco compulsivo" e anche un po' autistico. Insomma ,crede di essere un doberman e come tale si comporta anche se è alto soltanto 16 centimetri. Lui ama Tobia, come ama me, se però la sera, prima di dormire tutti i suoi giochi non sono al loro posto, è capace di scatenare l'inferno.  Dividiamo tutto, cibo, spazio, gioco e preoccupazioni. Quando ho creduto di morire ed ero lontano dall'Italia,  ho chiesto un telefono per chiamare casa. Sapevo che nessuno mi avrebbe risposto perchè in quel momento solo Nani e Tobia mi aspettavano. Ma quello squillare a vuoto del telefono era l'unico moo che avevo per dare ai miei due amici l'ultimo saluto. Ora mi terranno il muso per qualche giorno, tanto per farmi pesare l'assenza, ma sul divano i posti sono di nuovo tre.

postato da: giorginabaldi alle ore 10:25 | link | commenti (2)
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giovedì, 20 settembre 2007

LE MEZZE STAGIONI

L'estate è davvero finita.E' stata una stagione di viaggi, prima l'Australia con le jacarande e i canguri assetati, poi la Scozia e un po' di Shakespeare, e ancora Mosca e San Pietroburgo con il ritorno degli Zar e la devozione dei russi per la tomba del piccolo zarevic e di Anastasia sepolti senza l'indicazione della data della loro morte.Come se i colpi dei bolscevichi li avesse risparmiati per regalare un mito in più a Hollywood.Infine New York, bella e sfrontata, unica e irripetibile con la voce di seta di Frank Sinatra che la racconta. L'estate è proprio finita e sul mio terrazzo l'uva è matura.
postato da: giorginabaldi alle ore 06:22 | link | commenti
categorie: politica
venerdì, 07 settembre 2007

la notte bianca

LA NOTTE BIANCA

 

Qualche volta uno stacco dalla cronaca, con tutto quello che ha di deprimente e di effimero è opportuno, perché nel frattempo nell’incalzare degli eventi, finalmente uno la può smettere di chiedersi che cosa tireranno fuori quelli del Ris dopo aver detto che l’arma del delitto che ha ucciso la povera ragazza di Garlasco era un calzascarpe, poi un martello, ma forse anche un ferro da stiro. Diciamolo: insistete, niente approssimazioni, tiriamo pure a indovinare, niente scommesse, le cronache grondano supposizioni, e il lettore si smarrisce nella complicità bizantina dell’epistassi del biondo fidanzato, unico indagato.  Guardando le cose da lontano, o al buio, speri di essere meno coinvolto in  quell’incalzare quotidiano del “piantiamola qui”: basta coi lavavetri, con i finti storpi, con le prostitute in tanga, con le rapine in villa, con i graffiti sui muri, coi vandali in canotta  e coi bidet nelle fontane del Bernini. Si prosegue con la domanda che in un paese, appena normale, sarebbe per tutti normale dubbio, ma che in un paese che vuole per forza essere più a sinistra di Caruso suona come “o Roma o morte”in puro nero fascista: “polacchi, albanesi, rumeni: ma chi ci siamo messi in casa?”. Ecco, il bello di uscire, sia pure per un momento, da una situazione inimmaginabile: la notte bianca in una Roma lurida e bagascia, dove puoi considerare un successo semplicemente riuscire a restare sveglio e incolume, può servire a questo. Riportare una nostalgia di ottobrate silenziose che prende e lascia sul far della sera, rimandando al domani le velinate politiche, come quelle sull’ ennesima inutile fatica di D’Alema, ministro senza Esteri   che vuole, ad ogni costo, far appassionare il mondo occidentale agli affari del Medio Oriente, mentre lui al massimo, può vedersela con Fassino e  Mussi. O rispondere alle mosse tattiche del Cavaliere, nell’altalena mondana del dopo, avanti e indietro, e mettere d’accordo tutti, con o senza sbarramento. Uscire dai balletti del ritrovato rigore: tutti in piedi quando entra il professore, esami di ammissione, via i fannulloni, licenziati gli incapaci, galera per chi ruba, casini riaperti , fuori dalla Confindustria chi paga il pizzo, mentre, chi non lo paga, continua a morire. Cambiamenti d’umore, più che decisioni, e gli embrioni su e le centrifughe iraniane giù. Evocare scene immaginate in un film personale, quando non ti viene in mente nulla di piacevole, di giusto, quando  non c’è in giro nessun presagio di almeno una piccolissima grazia. La notte bianca cade in questa situazione come un sasso nello stagno, segno del rasserenamento di una fangosa prassi, illudendo anche i più scettici dell’ insopprimibile bisogno di ogni persona di non vivere, sia pure  per la durata di una sola notte, una vita spericolata
postato da: giorginabaldi alle ore 07:26 | link | commenti (1)
categorie: politica
sabato, 01 settembre 2007

svendopoli

Il problema non è, prendiamo un nome a caso, se Casini ha avuto un prezzo di favore, seViolante ha avuto lo sconto perchè privo di doppi servizi, se Mancino ha avuto soltanto lo sconto del 30 per cento : Casa nostra ha fatto incazzare tutti, e, nonostante i prezzi scontati, l'insoddisfazione è generale. E anche questo  capita quando pensi di aver fatto un affare e qualcuno invece ti dimostra che potresti aver preso una sola.  Diventa inutile  che lEspresso ci picchi dentro. Che metta in piazza quanto ha risparmiato Violante su  metri quadri pagati quanto un quartierino a Corviale. E che da privilegiati a sbeffeggiati il passo è stato breve. Prendiamo il caso di Franco Marini, l' unico disposto a fare la prova finestra, il politico, l'onestà, il sindacato, il privato. Come si fa a dire che è un privilegiato uno come lui che ha pagato un milione di euro per un piano rialzato e una cantina, la stessa cifra con la quale Mastella ha potuto comprare, dicono i maligni, cinque appartamenti.

postato da: giorginabaldi alle ore 15:46 | link | commenti (6)
categorie: politica

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Volevo diventare la Simone De Beauvoir del 2000. Poi ci ho ripensato

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