L'Italia fruga nei cassonetti pieni di nostalgia del passato per far dimenticare quelli di oggi ricolmi di rifiuti. E così rispolvera il mito di Gianni Agnelli, l'unico vero rappresentante di un'Italia che avrebbe voluto essere ma che non è mai stata. Bello,elegante,snob,cinico con la faccia da "re" che i re veri gli hanno sempre invidiato. Una mostra per ricordarlo e per dimostrare che l'Avvocato segnò il '900. Non importa quello che è stato scritto su di lui, sempre filtrato e con il "si stampi" della Fiat e della famiglia, omettendo le piccole cose che lo racconterebbero davvero, particolari minimi, gossip, e storie vere. Come la barca da pesca d'altura regalata ad un'attrice per la quale aveva un debole ,una liquidazione a fine rapporto come si fa con la colf . E nemmeno una foto in giro. O come quando, anticipando i Sottile che si facevano recapitare a domicilio veline e ragazzette disposte a tutto, lui si faceva portare a casa in elicottero, attrici e soubrette. Quando gliene recapitarono una brava e famosa che lui aveva visto bella in tv, la squadrò appena e, deluso, la rimandò al mittente. E i sentimenti, tutti affidati alla moglie Marella, bella, elegante e paziente come si richiede a una vera regina. Lei, nell'intimità lo chiamava la "volpe d'argento"e una sola volta gli manifestò la sua infelicità di moglie. Fu in viaggio di nozze, quando lei si accorse che il neo marito si era tolto la fede dal dito. Lei si tolse la sua e la gettò via. Lui non fece una piega, si apri la camicia e le mostrò che al collo,appesa a una catenella, c'era la fede che si era tolto dal dito. Il massimo della tenerezza di un "re" che considerava l'amore e la gelosia " cose da cameriere". Piccole storie che ci fanno capire perchè fra tutti i suoi eredi, la sua simpatia andasse a quello scapestrato snob e pasticciole di Lapo.