Non c'è niente da fare: i quotidiani glissano sulla notizia che Bush ha portato a 40 miliardi di dollari gli aiuti all'Africa, ma non passa giorno senza che riportino i consueti attacchi agli States e alla loro politica. Bombe in Somalia per fermare i terroristi, il solito Iraqnam, Bush che daà fuori di testa, Vicenza che prende a pernacchie l'ambasciatore americano in missione nella base Usa, Gore Vidal che straparla alla Moore, Dave Lettermann che ironizza sull'esclusione di Plutone dal sistema solare: tutto quello che succede in questo inverno che è una primavera solo un po' fredda, sarebbe una sua vendetta. Come se questo non bastasse, a trent'anni di distanza uno scienziato detective ipotizza un delitto su Marte. Secondo la sua tesi, il fattaccio sarebbe avvenuto trent'anni fa, quando due sonde Viking della Nasa in visita su il Pianeta Rosso si sarebbero imbattuti in microrganismi alieni, e inavvertivamente, li avrebbero uccisi. Detta così non sembra una cosa seria, ma questa suggestiva teoria portata da un geologo americano è stata presentata al Congresso della Società Astronomica Americana in corso a Seattle. Nessuno tocchi l'alieno.