Il Festival di Sanremo è come il Natale: c'è e non si può perdere. Magari soltanto per parlarne male. E quest'anno Pippo Baudo, che fin dall'inizio ha detto " questo Festival sarà una marcia verso il nuovo"di motivi per bistrattarlo ce ne ha dati parecchi. Intanto, i protagonisti, o meglio la loro età che farà dell'Ariston una villa Arzilla.Sono tutti cantanti raccontati da decenni, tra i sessanta e i settanta: da Al Bano a Milva, da Johnny Dorelli a Roby Facchinetti (che arriva accompagnato dal figlio Francesco , così fa media). Molti i cinquantenni: Nada,i fratelli Bella, Tosca e Concato, fino al debuttante anziano Paolo Rossi.Nostalgia, paura del nuovo, intrallazzi fra discografici e scambio di figurine? Non lo sapremo mai, perchè Sanremo è più misteriosa dell'affare Mitrokin. Gli elementi del giallo, ogni anno, ci sono tutti: fiori e polemiche, canzoni e stecche, psicologismi da ultima spiaggia, applausi e lacrime, vincitori e vittime. Manca il Polonio 210, ma a Tenco non servì.