Senza Dante, Roberto Benigni è un flop. Il suo ultimo film. La tigre e la neve, uscito in questi giorni in America è stato spernacchiato da pubblico e critica. Per il comico toscano,sembrano ormai lontano i tempi del successo e di quel "Roberto!" lanciato da Sofia Loren chiamandolo per ritirare l'Oscar guadagnato per La vita è bella. Allora in molti pensammo che non era meritato, che quel film era ridicolo prima ancora di essere una favola dolciastra sulla tragedia dell'Olocausto. Ma Hollywood, e non solo, fu generosa e premiò Benugni e la sua leggerezza poetica. Ora i critici hanno cambiato idea su di lui e i giudizi sono stati impietosi: il film sulla guerra in Iraq vista dal comico italiano non è piaciuto a nessuno. " Bye bye Shoah, hellò Iraq: Baghdad subisce il trattamento Benigni", scrive il Village Voice. Il film è " brutto, sconclusionato e noioso", questo è il giudizio complessivo della stampa, ma il giudizio espresso sui blog americani è ancora più micidiale:"Ul popolo iracheno non ha sofferto abbastanza? Quasi quattro anni di distruzioni, torture e caos, un'occupazione spaventosamente malgestita, e adesso una nuova infamia: servire da spalla collettiva al sovreccitato regista-attore Roberto benigni, nel suo film incredibilmente ottuso".La lista dei detrattori è lunghissima e pochi gli concedono il merito per i successi passati: "dall'epoca della sua zuccherosa fantasia sull'olocausto ," Benigni , secondo il Los Angeles Times "ha affogato la sua capacità di pathos nel ridicolo" . Il suo Pinocchio era straziante e, sempre per lo stesso critico, con quest'ultimo film " Benigni si conferma come il più insopportabile e autoindulgente esibizionista dello schermo". E poi, la stoccata finale " C'era una volta qualcosa di eroico in quet'uomo fisicamente poco attraente che affrontava il mondo per inseguire un sogno. Ma ormai ha ceduto al peggior nemico di un attore, l'autoesaltazione. Non sembre possibile che una pellicola con il formidabile Jean Reno e con Tom Waits sia completamente da buttare, eppure "La tigre e la neve" lo è". A Benigni non resta che Dante, il suo autore preferito. Da lui non saprà mai come la pensa.